OBIETTIVO 1
Avanzamento della ricerca scientifica
per l'evoluzione delle cure
in ematologia
Tipologia di malattie
ematologiche
Promuovere il progresso della ricerca scientifica è il punto di partenza dell'impegno di AIL. Attraverso il finanziamento di progetti di ricerca e il sostegno ai ricercatori, AIL contribuisce allo sviluppo di nuove conoscenze, terapie sempre più efficaci e percorsi di cura innovativi in ambito ematologico.
Leucemie
Le leucemie sono tumori del sangue che possono colpire diversi tipi di globuli bianchi. In base alla cellula coinvolta, possono avere un andamento acuto e aggressivo oppure cronico e meno invalidante. Nel 2025 sono state stimate circa 9.230 nuove diagnosi di leucemia, ma negli ultimi anni i progressi della ricerca scientifica hanno reso queste patologie sempre più trattabili, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza rispetto al passato.
Linfomi
I linfomi sono tumori che colpiscono il sistema linfatico e coinvolgono particolari globuli bianchi chiamati linfociti. Si dividono principalmente in linfomi di Hodgkin e linfomi non Hodgkin, che differiscono per incidenza, aggressività e decorso clinico. Nel 2024 sono state stimate circa 2.218 nuove diagnosi di linfomi di Hodgkin e 13.271 di linfomi non-Hodgkin.
Mieloma
Il mieloma multiplo è un tumore che colpisce le plasmacellule, un particolare tipo di globuli bianchi responsabile della produzione di anticorpi. Insieme a leucemie e linfomi, rappresenta una delle principali forme di tumore del sangue ed è più frequente nelle persone anziane, soprattutto oltre i 70 anni di età. Nel 2023 sono state stimate circa 6.680 nuove diagnosi di mieloma multiplo e la disabilità legata alla malattia è aumentata del 150% rispetto al 1990. Questo è il riflesso dei progressi terapeutici e dell’invecchiamento demografico: oggi molte più persone sopravvivono a lungo al mieloma, accumulando anni di vita in cui convivono con le complicanze croniche della malattia e dei trattamenti.
Altri tumori del sangue
Tra i tumori del sangue rientrano anche forme più rare, che contano complessivamente poche migliaia di nuovi casi ogni anno. Tra questi rientrano, in particolare, le neoplasie mieloproliferative Philadelphia-negative e le sindromi mielodisplastiche, ciascuna caratterizzata da tratti clinici specifici e da una differente progressione della malattia.
Le malattie ematologiche non tumorali
Le malattie ematologiche possono essere anche non tumorali. Possono presentarsi in diverse forme, tra cui quelle congenite, metaboliche o infettive: in questo ambito rientrano le anemie ereditarie, le coagulopatie e l'emocromatosi ereditaria. Molte di queste patologie hanno un impatto significativo sulla vita dei pazienti e richiedono una gestione clinica altamente specialistica.
Finanziamenti diretti a progetti di ricerca scientifica
Promuovere il progresso della ricerca scientifica è il punto di partenza dell'impegno di AIL. Attraverso il finanziamento di progetti di ricerca e il sostegno ai ricercatori, AIL contribuisce allo sviluppo di nuove conoscenze, terapie sempre più efficaci e percorsi di cura innovativi in ambito ematologico.
AIL Nazionale e le Sezioni provinciali hanno finanziato attività di ricerca scientifica. Complessivamente sono stati sviluppati 206 progetti di ricerca.
AIL e la Fondazione GIMEMA – Franco Mandelli ONLUS
Costruire un futuro senza tumori del sangue sarebbe impossibile senza l'avanzamento della ricerca scientifica. È per questo che AIL sostiene e finanzia la Fondazione GIMEMA – Franco Mandelli Onlus: organizzazione non profit italiana che si dedica alla ricerca clinica indipendente nel campo delle malattie ematologiche degli adulti. Fondata oltre 40 anni fa dal professor Franco Mandelli, oggi la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nazionale per la ricerca e la cura delle malattie del sangue. GIMEMA coordina una vasta rete nazionale, che comprende quasi tutti i centri ematologici italiani e numerosi laboratori specializzati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Grazie alla rete, GIMEMA è in grado di condurre studi clinici su larga scala, raccogliendo dati preziosi.
Sostegno ai ricercatori
Nel 2025 AIL ha finanziato una borsa di studio assegnata dalla SIE a Gabriele Casirati per un progetto di ricerca dedicato allo sviluppo di strategie terapeutiche per la Leucemia Mieloide Acuta. Il progetto si concentra sulle terapie CAR-T. Si tratta di trattamenti personalizzati, che utilizzano i linfociti T del paziente prelevati e modificati in laboratorio per riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
“L’AML è la forma di leucemia acuta più frequente negli adulti e rappresenta ancora oggi una delle patologie ematologiche con la prognosi più severa. La sopravvivenza a cinque anni resta inferiore al 30%. Per questo è fondamentale continuare a sviluppare approcci terapeutici innovativi. Attraverso studi in vitro e in vivo, puntiamo a valutarne efficacia e sicurezza, contribuendo allo sviluppo di nuove possibili strategie terapeutiche”.
Gabriele racconta il progetto di ricerca
“L’AML è la forma di leucemia acuta più frequente negli adulti e rappresenta ancora oggi una delle patologie ematologiche con la prognosi più severa. Nonostante i progressi terapeutici e il ricorso al trapianto di cellule staminali, la sopravvivenza a cinque anni resta inferiore al 30%. Per questo è fondamentale continuare a sviluppare approcci terapeutici innovativi”.
Il progetto, sostenuto da AIL grazie al lascito della Sig.ra Maria Mistrorigo, si concentra sulle terapie CAR-T. Si tratta di trattamenti personalizzati, già utilizzati con successo in altre patologie oncoematologiche, che utilizzano i linfociti T del paziente prelevati e modificati in laboratorio per riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
“Il nostro obiettivo è sviluppare e ottimizzare cellule CAR-T in grado di colpire CD244, una proteina presente nella maggior parte dei casi di leucemia mieloide acuta e associata alle cellule responsabili dello sviluppo e della ricomparsa della malattia. Attraverso studi in vitro e in vivo, puntiamo a valutarne efficacia e sicurezza, contribuendo allo sviluppo di nuove possibili strategie terapeutiche”, aggiunge il ricercatore.